A volte non pondero.

Spesso mi faccio prendere dall’entusiasmo.

28 aprile 9:38

Eilà Ma se te lo chiedessi verresti a fare lo speaker alla 24 ore?
aaaazzzz
se me lo chiedi vengo! son già la!

 

15 giugno

8:50 regionale veloce da Verona – Ora

Decido di portare la bici con me, sarebbe un sacrilegio essere in una delle più belle vallate dolomitiche e non poter fare almeno un passo in bici. Zaino con computer e cambio per passare 3 giorni con borsa sul manubrio per il vestiario ciclistico

11:40 bus Ora – Cavalese

Scendo, mi metto gli scarpini, indosso il casco, attivo il navigatore, salgo in sella per raggiungere Tesero dove mi aspettava Mauri.

Nel pomeriggio riesco a fare la mia tanto desiderata pedalata, visto che venivo da 10gg di inattività per una serie di guai fisici. Parto dalla piazza di Tesero e già i 3km per arrivare a Stava, da dove parte il percorso delle Dolomitics24, mi mettono a dura prova. Ho appena mangiato un piatto di pasta, sono le due del pomeriggio, il sole picchia e nelle gambe non c’è traccia di watt.

Da Stava mi aspettano trenta chilometri con 1300 metri di dislivello, nulla di così difficile, ma i watt proprio non ci sono e inutilmente mi alzo sui pedali, visto che le mie gambe sembrano esser costituite solo da ossa. Torno a Tesero e arrivo al briefing in tenuta ciclistica, puzzolente. Mi cambio velocemente nel bagno della sala e VIA, inizia la mia 24 ore!

Per i non addetti ai lavori, una 24h ciclistica consiste in una gara dove i concorrenti hanno come scopo quello di totalizzare più chilometri possibili, completando il maggior numero di giri lungo un percorso prestabilito. In questo caso, trenta chilometri per 1300 metri di dislivello con la salita a due passi: il Lavazè e il Pampeago. Percorso tanto spettacolare, quanto impegnativo. La Dolomitics24 è senza dubbio la 24 ore di ciclismo più dura al mondo!

E io cosa ci faccio qui?

Devo far lo speaker.

In pratica?

Non sono un presentatore, non sono un intrattenitore, o per lo meno non mi sento tutto ciò. E quindi? come ne esco da questi 3 giorni?

Ok, considerazioni sul meteo? forse meglio di no. Qualche gossip? non ne so. Latinismi, citazioni colte da snocciolare? Gò fatto geometri…e dopo son deventà geologo; al massimo qualche cenno de topografia e informazioni sui busi par tera.

Però vado in bici, poco e male forse. Sono appassionato di sfide, grandi e piccole, degli eroi di tutti i giorni, delle loro imprese, amo la gente che non si da per vinta e che getta il cuore oltre l’ostacolo. Mi converrà partir da questo, dal guardare i partecipanti negli occhi, osservare le loro gambe che spingono, le loro espressioni al rientro dall’ennesimo giro. Cogliere le piccole cose che occhi esperti riescono a trovare.

Ok questo potrebbe esser un buon inizio per raccontare questa pazza avventura.

Chi mi conosce sa che sono solitario, spesso musone, qualità non proprio in linea con quello che mi viene chiesto di fare. Non so per quale motivo, e questo l’ho scoperto anche facendo The Cycling Corner, in certe situazioni mi trasformo. Da bambino ero il classico tipetto timoroso, timidone, che faticava ad andar a prendere il pane da solo. Ma come già allora, in occasione delle scenette nei campi estivi, difronte al pubblico, sopra ad un palco, con un microfono in mano, mi ritrovo in un mondo piacevole.

Il briefing è andato, qualche incertezza dovuta al “tutto nuovo” persone, situazioni ma il ghiaccio è rotto. Via in albergo, si mangia un boccone e poi su in camera a montare il video della mia ricognizione, ma l’upload che mi concede il wifi dell’albergo non mi permette di pubblicare il video (prima o poi lo farò).

Sveglia, colazione, poi si ricompone lo zaino si inforca la bici e giù fino a Tesero dove ci sarà la partenza vera e propria. Ok, è giunta l’ora. Salgo sul palco, sono le 10:45 ed è ora di iniziare la procedura di consegna chip e presentazione dei partecipanti.

E ORA?

Nei giorni precedenti ho cercato di scoprire chi fossero i pazzi di turno, gare vinte, esperienze nell’ultracycling, qualche particolarità, insomma mica potrò solo dire nome e cognome!

La lotta con la mia cartellina e i fogli stampati è all’ultimo sangue. Una mano regge il microfono, l’altra la cartellina. Chi mi gira i fogli? AIUTOOO

L’inizio è sempre un pò difficoltoso, poi la voce si scalda e prendo ritmo sperando di non dire troppe cavolate. Le 12 si avvicinano.

Ultimo atleta presentato, mancano 15 minuti.

Camminando per Venezia durante il mio pendolare quotidiano ho pensato e ripensato a questo momento, il momento cruciale in una competizione, il momento dove l’adrenalina è a mille, dove anche lo speaker alza il tono e cerca di far scaldare gli animi dei partenti e degli spettatori.

E io?

Mi lascio andare, l’adrenalina sale, l’auto apripista è pronta, la musica si alza e io alzo la voce!

ricordatevi che ogni goccia di energia non è mai sprecata

ogni goccia di sudore non è per niente

ogni pedalata in più vi porterà un metro più in là

ogni giro in più, servirà a conoscervi meglio

ad esplorare ancora più a fondo la vostra persona

ricordatevi che state facendo la cosa che più amate fare

5, 4, 3, 2, 1,

VIA!

PEDALATE CON GIOIA!

Sfilano i ciclisti, chissà se hanno ascoltato quello che ho appena detto…

E’ ora di andare a Stava nel quartier generale della Dolomitics24 per sistemare impianto audio e prendere confidenza con gli spazi. Ho circa un’ora prima che arrivino i più forti.

Primi passaggi, primi commenti, primi incitamenti. Alle 22 di sabato faccio l’ultimo aggiornamento della classifica generale, è ora di spegnere la musica; ripartirà domani mattina verso le 9.

I preziosi cronometristi mi danno uno strappo fino all’albergo, ma alle 3:30 sono nuovamente in sella per passare la notte a dar un’eventuale aiuto a Maurizio e Andrea. Il sole tarda ad arrivare e a scaldare la piazza 19 luglio 1985, ma arriva in tempo per riaccendere la musica e riscaldare la voce che inizia ad esser più roca.

Ultime 3 ore.

Prime decisioni di terminare qui la 24 ore, primi arrivi in lacrime, prime fortissime emozioni, primi campioni italiani da urlare, prime premiazioni da gioire e

ultimo ciclista da accogliere sotto l’arco Red Bull…FRANCOOO con i suoi 10 giri!!!

Finisce tutto con un saluto al drone che ci riprende dall’alto e la mia voce che ormai non c’è più.

Chissà com’è andata, chissà!

Potrò dire di aver fatto anche questa.

Sono gasatissimo e voglioso di tornare a casa dalle mie donne!

Non so se ci saranno altre occasioni per far lo speaker sportivo, in ogni caso ho vissuto 3 giorni magnifici, irripetibili!